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Come vestirsi per il riscaldamento danza

Come vestirsi per il riscaldamento danza

Come Vestirsi per il riscaldamento danza

Anche per la fase del riscaldamento è possibile suggerire l’utilizzo di alcuni indumenti tecnici che agevolino il ballerino nel conseguire il risultato prefissato.
Innanzitutto sopra al body, accademico o maglia è sempre utile indossare uno scaldacuore in lana o scaldacuore in cotone. Lo scaldacuore ha sia la funzione di riscaldare il busto sia quella di contenere il calore emanato dal corpo stesso.
La scelta fra lana e cotone è solitamente legata alle condizioni climatiche in cui ci si riscalda o, nel caso della lana, a forme di ipersensibilità verso il tessuto che ne sconsigliano l’utilizzo a diretto contatto con la pelle.
Da un punto di vista estetico, ma anche e soprattutto per esigenze funzionali, lo scaldacuore deve risultare il più possibile aderente al body o indumento sopra al quale viene indossato, anche perché talvolta lo si mantiene addosso anche per i primi esercizi della lezione.

Per quanto riguarda le gambe sopra i collant, a prescindere dal loro spessore, vengono utilizzati i cosiddetti scaldamuscolo in lana che a seconda delle esigenze possono essere corti o lunghi e sempre il più possibile aderenti al collant.
Il piede viene mantenuto caldo con gli scaldapiede fino al momento degli esercizi alla sbarra o della salita in punta.

Da notare che nei corsi intermedi e soprattutto in quelli avanzati scaldacuore e scaldamuscolo possono essere sostituiti da comode tute in lana o accademici in caldo cotone. 
Per sopperire agli inestetismi al livello dei fianchi e glutei è poi possibile indossare una  sudarella che in questo caso riveste una specifica funzione legata alla perdita di liquido e peso corporeo

CURIOSITA’….

Negli ultimi anni la lana viene spesso sostituita da tessuti come il dakota o il pile, che garantiscono gli stessi standard di vestibilità e termoregolazione ma con minori disagi dermatologici.

Come preparare la mia prima punta

Come preparare la mia prima punta

Una lezione pratica che tutte le ballerine hanno dovuto imparare con un pizzico di delusione è che le punte, appena acquistate ed estratte dalla confezione con tanta eccitazione, non possono essere calzate immediatamente: la preparazione delle punte è infatti un rito tanto affascinante quanto indispensabile perché possano essere utilizzate in allenamento o durante lo spettacolo.

Preparazione Base

Innanzitutto dobbiamo assicurarci di avere a disposizione tutto l’occorrente:

Ago da cucito

Filo da cucito colore bianco, avorio o cipria

2 Elastici larghi 2,5 cm * 40 cm di lunghezza

2 Nastri di Nylon color cipria

1 paio di forbici da cucito

1 Matita

– Come primo passaggio è necessario affiancare le due punte e distinguere quale sia la scarpa destra e quale la sinistra, seguendo i suggerimenti forniti nel nostro post precedente.

– Una volta distinte le punte prendere l’ago e il filo e preparali per la cucitura.

– Ripiegare il tallone di raso delle punte verso la suola interna in modo da formare un triangolo. Gli angoli alla base del triangolo così ottenuto rappresentano il punto in cui dovremo cucire l’elastico poiché quella è la distanza corretta dal tallone. utilizzate una matita per segnare questo punto nei laterali interni di ciascuna punta.

– Cucire l’elastico nella parte interna della scarpa stando attenti a cucire solo la fodera interna della punta in modo che i punti della cucitura non si vedano all’esterno ed evitando così un brutto effetto estetico.

– Prendere il nastro di nylon e posizionarlo accanto all’elastico in direzione della punta della scarpa dopodiché cucirlo sul nastro effettuando dei piccoli punti sui tre lati esterni del nastro.

Dopo aver cucito una punta ripetere tutte le operazioni anche sull’altra.

La mia prima punta

La mia prima punta

Per ogni aspirante ballerina scegliere e calzare le prime punte è il simbolo del raggiungimento di un traguardo.
Le prime punte andranno quindi valutate con molta cura tenendo conto di una serie di variabili tecniche che determineranno non solo la qualità del prodotto ma anche la sua adattabilità allo specifico piede della ballerina. Elenchiamo di seguito le più importanti

1) Durezza della suola: per i primi periodi meglio prediligere una suola morbida che faciliti la salita in punta ed allo stesso garantisca il sostegno una volta salite. Per le danzatrici che presentano un un collo del piede “molto pronunciato” è preferibile optare subito per una suola più rigida poiché il piede avrà bisogno di più sostengo dalla scarpa.

2) Larghezza della pianta: la prima punta dovrebbe presentare una pianta più quadrata che garantisca maggiore comodità a chi non è abituato ad indossare questa tipologia di scarpa che tende a fare male ai piedi. La pianta quadrata consente inoltre più stabilità quando si sale in punta perché è più ampia la superficie su cui appoggia la punta del piede.
Per evitare il fastidioso male alle dita dei piedi è bene indossare internamente alla scarpa da punta anche uno strato di tessuto sottile chiamato salvapunta che servirà a proteggere il piede da eventuali sfregamenti durante il movimento ed evitare di conseguenza la formazione di vesciche.
Esistono due tipologie di salvapunte: un salvapunta in spugna più economico e ideale per chi calza le punte solo per 1 o 2 ore e un più confortevole salvapunta in silicone che garantisce maggiore morbidezza al piede per chi deve indossare la scarpe per parecchie ore di seguito.

3) Altezza della mascherina: la mascherina è la parte della scarpa che copre le dita dei piedi e può essere più larga o più stretta a seconda delle necessità. Per le prime salite in punta è preferibile optare per una mascherina media, cioè che copra di 1 cm oltre le dita del piede. La mascherina serve a tenere mantenere fermo il piede e a sostenerlo quando si sale in punta per evitare quello che in gergo tecnico viene definito “andare oltre” e quindi rischiare di prendere delle storte.
Per chi presenta piedi molto deboli oppure tendenti al piatto una mascherina più bassa poiché lasciando più libero il collo del piede aiuta maggiormente a salire in punta. Viceversa per i piedi più forti o con maggiore collo del piede (coud de pied) si può optare fin da subito per una mascherina più alta.

4) Nastro da punta: unitamente ad un elastico da cucire nelle scarpe il nastro servirà a mantenere ben ferma la scarpa alla caviglia in modo da agevolare i movimenti e avere maggiore stabilità per evitare delle storte. Il nastro di nylon è sempre preferibile a quello di raso sia perché tende meno a scivolare, sia perché risulta più neutro nella colorazione.
CURIOSITA’

E’ sempre necessario cucire il nastro delle punte?

A volte i professionisti, a seconda del balletto che stanno interpretando ed in genere nella danza contemporanea o neoclassica, possono scegliere di non cucire i nastri ma solamente l’elastico sia per un fatto estetico sia perché a seconda della coreografia possono più velocemente togliere la scarpa. Per i principianti non cucire i nastri è molto rischioso perché si rischia di prendere delle storte ai piedi per cui si consiglia sempre di indossarli.

Come indossare una scarpa da punta?Come distinguere la destra dalla sinistra?

Le scarpe da punta non hanno segnalato qual è la destra e qual è la sinistra, quindi per distinguerle ti suggeriamo un trucco : quando compri le punte mettile accanto e noterai che all’altezza della pianta del piede nella parte laterale della scarpa la forma della punta risulta più scollata di qualche centimetro da un lato rispetto all’altro. Dato che la parte più scollata della scarpa veste sempre la parte interna del piede, di conseguenza nella scarpa del piede destro l’interno della scollatura sarà a sinistra e nella la scarpa del piede sinistro l’interno della scollatura sarà a destra.

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Come riscaldarsi prima della lezione di danza

Come riscaldarsi prima della lezione di danza

Come riscaldarsi prima della lezione di danza

Come anticipato nei precedenti articoli, valutare quale sia l’abbigliamento più idoneo da indossare è chiaramente un passo propedeutico rispetto all’allenamento stesso. Tuttavia prima di dedicarsi allo studio ed esecuzione delle tecniche di danza, ogni buon ballerino (dal principiante al professionista) dedica alcuni minuti al riscaldamento.

Le tecniche di riscaldamento seguono normalmente delle figurazioni standard mirate alla attivazione delle fasce muscolari e delle articolazioni maggiormente interessate dalle posizioni che si andranno poi ad eseguire nella fase di studio. Tali tecniche sono sostanzialmente simili sia per la danza classica che per la danza moderna: si svolgono prevalentemente per terra per la prima parte e successivamente con alcuni esercizi di stretching alla sbarra.

ecco alcuni esempi di esercizi di riscaldamento a terra utili da praticare prima della lezione

Caviglie, piedi, tendini e muscolatura del basso gamba

Seduti per terra, gambe stese in avanti e busto eretto con le due braccia lungo il corpo e le mani che toccano terra; fate roteare in senso orario prima il piede dx e poi il piede sx per 5 volte.

Ripetere l’esercizio facendo delle rotazioni in senso anti orario su entrambe i piedi.

Ripetere la sequenza facendo roteare in senso orario e in senso antiorario entrambe i piedi contemporaneamente, ancora per 5 volte.

Tronco, scapole, braccia e zona cervicale

Sdraiati supini con gambe stese e braccia stese ai lati lungo il corpo; fare dei cerchi con le braccia dirigendole verso l’ alto per raggiungere la testa, poi allargarle fino a toccare il pavimento e farle riscendere lungo i fianchi strisciando sul pavimento.

Ripetere la sequenza per 3 volte in senso orario e poi 3 volte in senso antiorario.

Successivamente: allargare le braccia lateralmente facendole strisciare sul pavimento per raggiungere la testa, riscendere lungo il centro del corpo portando le mani all’altezza del pube per poi tornare nella posizione iniziale lungo i fianchi.

Anche e allungamento schiena

Terminati gli esercizi 1) e 2) rimanendo in posizione supina sdraiati per terra, piegare le due gambe portando entrambe le ginocchia verso il petto. Abbracciare con le braccia le gambe all’altezza delle ginocchia e spingerle verso il petto, mentre la schiena rimarrà allungata sul pavimento . Espirare mentre si spingono le ginocchia verso il petto si butta fuori l’aria . Ripetere la sequenza per 3 volte

Come Vestirmi per il riscaldamento?

Anche per la fase del riscaldamento è possibile suggerire l’utilizzo di alcuni indumenti tecnici che agevolino il ballerino nel conseguire il risultato prefissato.

Innanzitutto sopra al body, accademico o maglia è sempre utile indossare uno scaldacuore in lana o scaldacuore in cotone. Lo scaldacuore ha sia la funzione di riscaldare il busto sia quella di contenere il calore emanato dal corpo stesso. La scelta fra lana e cotone è solitamente legata alle condizioni climatiche in cui ci si riscalda o, nel caso della lana, a forme di ipersensibilità verso il tessuto che ne sconsigliano l’utilizzo a diretto contatto con la pelle. Da un punto di vista estetico, ma anche e soprattutto per esigenze funzionali, lo scaldacuore deve risultare il più possibile aderente al body o indumento sopra al quale viene indossato, anche perché talvolta lo si mantiene addosso anche per i primi esercizi della lezione.

Per quanto riguarda le gambe sopra i collant, a prescindere dal loro spessore, vengono utilizzati i cosiddetti scaldamuscolo in lana che a seconda delle esigenze possono essere corti o lunghi e sempre il più possibile aderenti al collant. Il piede viene mantenuto caldo con gli scaldapiede fino al momento degli esercizi alla sbarra o della salita in punta.

Nei corsi intermedi e soprattutto in quelli avanzati scaldacuore e scaldamuscolo possono essere sostituiti da comode tute in lana o accademici in lana o anche da una sudarella che in questo caso riveste una specifica funzione legata alla perdita di liquido e peso corporeo per sopperire agli inestetismi al livello dei fianchi e glutei.

CURIOSITA’….

Negli ultimi anni la lana viene spesso sostituita da tessuti come il dakota o il pile, che garantiscono gli stessi standard di vestibilità e termoregolazione ma con minori disagi dermatologici.

Moderna o contemporanea

Moderna o contemporanea

Come vestirsi per la lezione di danza moderna

Come vestirsi per la lezione di danza moderna? Rispetto alla danza classica la danza moderna e la danza contemporanea sono soggette a minori regole in materia di abbigliamento da studio, poiché le insegnanti tendono generalmente a lasciare maggiore libertà di scelta alle allieve.
Questa impostazione porta erroneamente a pensare che per il riscaldamento e l’allenamento standard la soluzione ottimale sia quella di utilizzare t-shirt e pantaloni della tuta, mentre possiamo tranquillamente affermare che esistono soluzioni più tecniche che consentono di eseguire con libertà i movimenti.
Anche in questo ambito esistono infatti degli accorgimenti tecnici che permettono di facilitare il compito dell’insegnate e delle allieve nell’insegnamento e nell’apprendimento di queste particolari discipline.

Le possibili soluzioni

Innanzitutto distinguiamo due tipi di soluzioni:

1) Optare per una tenuta più aderente che anche da un punto di vista visivo permette alle insegnanti di correggere tecnicamente al meglio il movimento delle allieve
Per la parte superiore si utilizzerà un body a mezza manica o a manica lunga in lycra o cotone elasticizzato in sostituzione della scomoda e antiestetica t-shirt.
Nelle gambe, per rimpiazzare l’ingombrante pantalone della tuta, si indosseranno collant per danza moderna o pantajazz nei mesi più freddi oppure coulotte nelle stagioni più calde.
Da notare che i collant per danza moderna presentano alcune peculiarità specifiche rispetto a quelli utilizzati nella danza classica.
Questi specifici collant sono più spessi (solitamente 80 den) per meglio proteggere le gambe dal contatto con il pavimento, sono tagliati alla caviglia per lasciare scoperti i piedi e solitamente sono di colore nero.
Esiste anche la possibilità di optare per l’utilizzo di una tuta accademica aderente a pantaloncino lungo per i mesi più freddi a pantaloncino corto per i mesi più caldi.

2) Preferire una mise più comoda, o per meglio dire morbida, che comunque presenti requisiti tecnici adatti ed allo stesso tempo abbia un impatto estetico sul movimento finale.
La seconda soluzione, rivolta soprattutto ai corsi più avanzati, è invece quella di utilizzare una divisa composta da maglia morbida a manica lunga o a canotta e da un pantaloncino corto ma leggermente largo (ad esempio un runner o un bermuda).
In questo modo oltre a poter contare su tessuti e linee tecnicamente valide si ha l’ulteriore vantaggio di poter utilizzare il completo anche per esibizioni e concorsi durante l’anno accademico.

Che cosa calzare?

Ai piedi, a seconda delle esigenze, possiamo indossare delle calze per la danza contemporanea (comunemente conosciuti anche come piedini), delle scarpe jazz o scarpe sneakers.
I piedini si adattano ed una coreografia con movimenti più morbidi e legati alla danza neoclassica o contemporanea.
Le scarpe jazz basse o alte si preferiscono per una coreografia di danza moderna o video dance.
Le scarpe sneakers basse o sneakers a stivaletto con la suola spezzatasi prediligono per una coreografia di danza hip hop o break dance.
Dal momento che la danza moderna presenta sempre più contaminazioni di contemporaneo,modern-video e hip hop, è molto probabile che sopratutto nei corsi avanzati sia necessario possedere tutti e tre i modelli presentati per meglio adattarsi alle varie esigenze coreografiche.

CURIOSITA’

le scarpe cuccarini ,che nascono per allenarsi ed esibirsi nei di balli da sala, sono negli ultimi anni spesso indossate anche dai ballerini negli spettacoli di danza moderna.

E dopo tante idee sul come prepararsi al meglio per la lezione, nel prossimo articolo si entra nel vivo con utili suggerimenti su come impostare il riscaldamento….

Come vestirsi per la lezione di danza classica

Come vestirsi per la lezione di danza classica

Come vestirsi per la lezione di danza classica

Come vestirsi per la lezione di danza classica? Oggi parleremo dell’abbigliamento adatto ad una lezione di danza classica….
Nella danza classica, anche se può sembrare scontato specificarlo, il kit base per l’allenamento comprende tre elementi fondamentali: body, collant, mezze punte.

Il mio body: Cotone o Lycra?

Il body danza può differenziarsi sia per la modellistica che per il tessuto di realizzo.
Optare per un determinato modello è per lo più una questione di gusto individuale (salvo esigenze legate a regolamenti interni alle accademie o a specifici metodi di insegnamento)
Invece la scelta dei tessuti di realizzo divide i pareri degli addetti ai lavori.

Il cotone in quanto fibra naturale è un tessuto anallergico, che assorbe ottimamente il sudore ed è piuttosto resistente nel tempo. Di contro è scarsamente elastico, tende a restringersi dopo alcuni lavaggi, pertanto non garantisce una vestibilità ed un comfort ottimali e, per effetto dell’impregno di sudore, è soggetto a scolorirsi e a maleodorare, perciò non permette una costanza estetica nel tempo.

La lycra è un tessuto sintetico dotato invece di grande elasticità, tende a non scolorire se lavato a basse temperature e garantisce quindi una maggiore vestibilità e costanza cromatica nel tempo.
Poiché possiede scarse proprietà traspiranti, la lycra può favorire irritazioni o reazioni allergiche ai suoi componenti, soprattutto per le pelli più sensibili.
Per ovviare a questo inconveniente alcuni produttori rivestono internamente il body con uno strato di fibra anallergica o rete traspirante. Questo accorgimento ottiene il risultato di definire maggiormente la linea del corpo e di aumentare la sensazione di comfort  dovuta al maggiore sostegno e compattezza garantiti dal doppio strato di tessuto.

In generale è preferibile pertanto acquistare body rivestiti internamente a prescindere che siano realizzati in lycra o cotone elasticizzato

E per miei piedi meglio la tela o la pelle?

Le mezze punte per danza classica si dividono in 4 categorie principali: mezza punte in tela a suola intera, mezze punte in tela a suola spezzata, mezza punta in pelle a suola intera e mezza punta in pelle a suola spezzata.
La suola intera garantisce maggiore appoggio sul pavimento ed essendo più rigida nell’incurvatura costringe il piede ad un maggiore sforzo. Questo tipo di suola è sicuramente più indicata per i primi corsi. Le allieve debbono infatti imparare a puntare il piede, oltre che a rinforzalo, ma allo stesso tempo devono percepire maggiore stabilità a contatto con il pavimento.
La suola spezzata (anche detta a goccia per via della forma) tende ad aderire maggiormente al piede esaltandone la linea e facilitando i movimenti grazie a un maggiore contatto del piede con il parquet. Queste caratteristiche permettono fra l’altro all’insegnante di cogliere meglio il movimento.

In merito alla scelta del tessuto di realizzo è sempre bene ricordare che:

La pelle è più resistente quindi ha il pregio di essere più duratura nel tempo e più adatta a qualsiasi tipo di pavimento. Per la sua rigidità la pelle è tecnicamente meno performante poiché limita maggiormente il movimento del piede e non ne esalta la linea. La pelle inoltre ha il difetto di non poter essere lavata quindi con la sudorazione tenderà nel tempo a maleodorare.
La tela, pur essendo più delicata e quindi soggetta a deteriorarsi, è tecnicamente più idonea a favorire ed evidenziare il movimento del piede. La tela è inoltre esteticamente gradevole (anche per la possibilità di essere colorata) ed è lavabile sia a mano che in lavatrice a basse temperature.

I collant

I collant per la danza classica sono normalmente in microfibra e possono variare per spessore (denari) e colorazione.
Per lo studio si tende ad utilizzare un collant 50 denari di colore bianco o rosa. Questo collant ha la caratteristica di essere piuttosto resistente al contatto con il pavimento ma allo stesso tempo elastico e non eccessivamente spesso per favorire il movimento.
I professionisti tenderanno ad utilizzare il collant 40 denari maggiormente trasparente.

Quindi?

Di fatto non esiste un “abbigliamento ideale” valido per tutti: il grado di esperienza della ballerina, le caratteristiche della sala, l’appartenenza ad una accademia o ad una scuola che applica uno specifico metodo e, non ultime, anche le preferenze dell’insegnate, sono tutti elementi che condizionano la scelta finale.
Tuttavia per i primi corsi è consigliabile l’utilizzo di:

  • un body bambina da studio in lycra o cotone purchè sia rivestito internamente in fibra anallergica
  • di un paio di collant in microfibra 50 den 
  • mezze punte di pelle o tela a suola intera.

Per i corsi intermedi e avanzati, in cui le esigenze tecniche ed estetiche iniziano a diventare preponderanti:

  • un body donna in lycra foderato
  • collant in microfibra 50 den per lo studio e 40 den per lo spettacolo
  • mezze punte in tela con suola a goccia.
Idratarsi è importante

Idratarsi è importante

Lo sapevate che …

Il nostro organismo è costituito per circa il 70% di liquidi contenuti principalmente nel sangue e nel tessuto non adiposo. I liquidi corporei permettono la corretta omeostasi cellulare e vascolare e di conseguenza il funzionamento dei processi circolatori , respiratori e digestivi che garantiscono la assunzione delle sostanze nutritive e la regolazione della temperatura corporea.

Attraverso la diuresi e la sudorazione il corpo umano si libera dei liquidi in eccesso e di quelli “depurati” dai reni, ma questi liquidi debbono chiaramente essere reintrodotti attraverso l’alimentazione.

Come reidratarsi

Il fabbisogno idrico giornaliero di un adulto si aggira intorno ai 200 cl per gli uomini e ai 150 cl per le donne. Seguendo una dieta sana e regolare, che comprende il consumo di frutta e verdura 2 volte al giorno, questi quantitativi possono essere assunti al 30% tramite gli alimenti e al 70% attraverso l’assunzione diretta di liquidi e in particolare di acqua.
Per gli sportivi….

Rispetto ai valori sopra indicati, la pratica sportiva anche a livello amatorialedilettantistico comporta inevitabilmente un maggiore dispendio calorico e idrico e richiede pertanto di mettere in pratica alcuni accorgimenti utili per non mandare il nostro organismo in disidratazione, il cui primo sintomo è la cosiddetta “sensazione di sete”.

Ai ballerini non professionisti che debbono affrontare un allenamento di almeno 1h è consigliabile aggiungere ai normali consumi di acqua giornalieri almeno 50 cl. di acqua (equivalente ad una bottiglietta) un’ora prima dell’allenamento e 25 cl durante l’allenamento, da bersi a piccoli sorsi con intervalli di 15 minuti.

l’utilizzo di modiche quantità di zucchero (pari circa ad una bustina) e di sali minerali disciolti nell’acqua bevuta prima e durante l’allenamento possono sicuramente prevenire fenomeni di perdita eccessiva di sodio e potassio tramite la sudorazione e di calorie tramite il consumo energetico. Questo accorgimento è ancora più indicato durante i mesi estivi e se l’allenamento avviene in ambienti particolarmente caldi e umidi.

Importante Per meglio favorire una corretta idratazione si sconsiglia l’utilizzo di acqua a basso contenuto di sodio!

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